Scheda: NATALE TEMPO DI FERMARSI - E anche quest’anno siamo arrivati a Natale e alle Feste ad esso collegate.
Per tale periodo ho sempre avuto una necessità interna di fare “il punto della situazione” personale e di quella esterna ovvero della società in cui vivo.
Quest’anno la riflessione che sento di dover esternare è legata ai ritmi e ai tempi in cui vivo i miei giorni e osservo quelli degli altri.
Ad una prima analisi mi viene il sospetto che stiamo letteralmente impazzendo. Si deve fare tutto in fretta perché bisogna farlo. E allora cosa accade: si deve partire per le ferie magari di soli tre giorni e la fase preparatoria prima della partenza è stressante. Bisogna alzarsi presto, bisogna mettere tutto nelle valigie, anche quello che non ci sta, bisogna lavare la macchina, portare il gatto a un vicino, ricordarsi di attivare l’antifurto, lasciare le chiavi ad altro vicino,e così via. Per strada poi bisogna correre quasi che la meta delle nostre ferie ci sfugga, bisogna arrivare in tempo: perché il pranzo lo servono alle 12,30. Appena desinato subito a fare la passeggiata per digerire le migliaia di calorie in più che si sono assunte, ma alle 16 bisogna essere di nuovo in albergo perché è arrivato Rossi, quello che devo incontrare per un piccolo affare, poi alle 18 con la moglie a fare shopping stando attento di farlo in fretta perché alle 19,30 ritorno per la cena che dev’essere veloce perché alle 20,30 c’è lo spettacolo musicale in piazza da andare a vedere. Alle 23 bisogna essere dai Ferrari che ci hanno invitato a tutti i costi. Lì con la massima velocità vediamo diapositive, film e varie sulle ultime ferie passate insieme... sono le 1,30 del mattino: bisogna ritornare di corsa in albergo perché all’1 di notte chiudono e bisogna suonare al guardiano. Alle 2 finalmente a letto, ma il sonno tarda ad arrivare perché l’ansia sta invadendo la mente. Comunque poi tutto passa ma alle 7 bisogna alzarsi per la colazione e via così per i tre giorni con un ritorno da Formula 1 con orari pazzeschi per evitare il traffico ma che inevitabilmente lo si trova sempre. Per non parlare della festività del Santo Natale: alla vigilia scorribanda nei negozi per acquistare quei doni che non si è avuto tempo di fare nei giorni normali. Alla sera non si può fare vigilia perché la moglie si è dimenticata il capitone con i pesci in salamoia.
Mattina, Santo Natale, Messa! però il prete la fa “troppo lunga”, poi fuori a cercare di salutare in fretta quei conoscenti che hai occasione di incontrare solo in quel giorno. Di corsa poi a casa dei genitori e dei suoceri per salutarli perché quest’anno non possiamo passare la santa festa in casa perché i Verdi ci hanno invitato a passarla nella loro casa in montagna. E così via... per Santo Stefano, per l’ultimo dell’anno e per la Befana.
Ritornati dal “riposo” (sic!) delle feste, il lavoro diventa pazzesco perché tutto quello tralasciato nei giorni antecedenti il Natale deve essere fatto tutto subito e bene!
Ma vi sono altri problemi: le tasse da pagare, le visite scolastiche, i saldi per i “grandi affari”, il venerdì sera con la cena con i colleghi d’ufficio o con gli amici, il lavare l’automobile, ricevere i messaggi in Internet e rispondere, non perdere Canzonissima o il Grande Fratello in televisione. E poi ci sono i figli: che peso che danno! perché richiedono anche loro tutto e subito. Naturalmente quel tutto e subito è basato su giochi elettronici, computer, telefonini, e tutte le diavolerie elettroniche che la tecnologia ci sta facendo assorbire compreso il cane robot intelligente che dovrebbe sostituire quello vero e che non abbaia mai di notte e soprattutto non sporca.
Quindi la conclusione che mi viene spontanea è che bisogna fermarsi se vogliamo ancora andare avanti. Sembra un controsenso ma è la pura verità. Ci stiamo stressando rincorrendo falsi modelli di vita, disumani e privi di calore; i nostri rapporti stanno diventando sempre più formali sia con il prossimo che con la società e abbiamo messo il tassametro dentro il nostro cervello e dentro il nostro cuore. Stiamo insomma diventando schiavi del sistema che poi è un qualcosa di sconosciuto che non si sa da chi viene programmato o inventato. Penso che allora bisogna ritornare a certe pratiche di un tempo, più lente nell’agire, ma più efficaci per noi stessi perché sia un obiettivo urgente da raggiungere.
Non potrà mai una società che basa esclusivamente la propria vitalità e validità sulla tecnologia, il profitto e la fretta essere una società di promozione dell’uomo e della sua umanità.
Coraggio FERMIAMOCI! |