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Editrice Veneta » Scheda del libro

Scheda libro

Titolo: Editoriale marzo 2006
Autore: Mazzarol Sandro
Categoria: Realta' Vicentina 2006
Isbn: R 2006 03
Anno: 2006
Formato:
Pagine: 0
Prezzo: 0.00

Scheda: LA LIBERTA' - di Sandro Mazzarol - Secondo l’accezione più accreditata nei nostri dizionari la parola “libertà” ha il significato di: “Stato di autonomia essenzialmente sentito come diritto e come tale garantito da una precisa volontà e coscienza di ordine morale, sociale e politico”. Motivazioni eccelse per definire uno degli istituto fondamentali di una società democratica moderna. Senza libertà non vi è l’uomo, ma lo schiavo. Gli uomini, nel tempo, per garantirla o conquistarla, hanno combattuto guerre anche fratricide, hanno provocato rivoluzioni, hanno rovesciato governi, hanno cambiato sistemi istituzionali; insomma la libertà è una delle essenzialità del nostro vivere quotidiano. Ma dopo averla conquistata l’abbiamo sempre mantenuta e rispettata? Abbiamo perso il significato ed il valore di essa, o ne abbiamo anche abusato? Se libertà significa fare quello che si vuole a prescindere dai diritti e doveri degli altri certamente è un’altra cosa. Ultimamente si è ritornati a mettere in crisi il suo vero significato. Quando un popolo decide di sopraffare un altro come succede spesso in Africa lì non regna la libertà. Quando in Iran si decide, contro il parere del mondo, di costruire una bomba atomica atta solo ad uccidere, vuol dire uccidere la libertà. Quando in Cina, per reati anche non gravi, si applica la pena di morte significa che lì non vi è libertà. Lo stesso si può dire di tutti quei Paesi governati dai dittatori (e sono molti di più di quello che si crede). Stesso giudizio vale anche per le Nazioni cosiddette democratiche, quando per il loro interesse egoistico e protezionistico non sono disposte a cedere niente delle proprie risorse ad altre nazioni più bisognose. Ma parlare di libertà a livello internazionale sembra riduttivo rispetto al nostro vivere. Guardiamoci intorno soprattutto in casa nostra e ragioniamo. Se la libertà di espressione e della cultura viene rappresentata dalle mode espresse dai nostri media attraverso trasmissioni come “Il grande fratello”, “La Fattoria”, l’”Isola dei Famosi” e se la pornografia è il nuovo erotismo dominante negli affetti, allora veramente abbiamo stravolto il significato della parola. Se libertà significa legalizzazione di unioni familiari omosessuali con adozioni di figli od altro previsto nell’istituzione, allora personalmente non mi ci ritrovo. Ma anche quando in famiglia quando i nostri figli decidono da fare quello che vogliono, senza limitazioni di regole, certamente non sono un esempio di libertà. Lo stesso dicasi per i consumatori di droghe e per gli spacciatori. La libertà del sesso a pagamento in strada, in casa o in altri posti con protezioni varie e procacciatori ha più il senso di una rinuncia totale ai diritti democratici che di modi di vivere etici. Quando si abbandonano i nostri “vecchi” alla gestione sociale degli Enti Locali, spesso pietistica, cercando anche di non versare il dovuto per aiutarli, non siamo certo liberali. Lo stesso vale per quando abbiamo paura di difendere la nostra fede religiosa che per non essere tacciati di vecchiaia o di antimodernismo, dimostriamo la nostra incapacità di essere liberi. Quando non siamo sinceri e non esprimiamo sinceramente la nostra opinione manchiamo profondamente di libertà prima con noi stessi e poi verso gli altri. Questo riguarda anche certa stampa che sa di mentire sulle proprie pagine, ma pur di vendere, tutto è possibile. Se poi passiamo in rassegna i molti reati delittuosi che vengono oggi depenalizzati con ammende in denaro facilitando i rei e giustificandoli a commetterne altri, le svariate sanatorie edilizie e fiscali, la dabbenaggine di farla franca, cioè cercare di sottrarci a qualche regola, sono alcuni esempi di libertà di imbrogliare, anziché di far giustizia. Lo stesso vale per chi compera senza pagare o meglio la facoltà di spendere e spandere lasciando debiti e mettendo in crisi chi invece produce con il giusto guadagno. A livello nazionale un esempio antiliberale è quello derivato dalla decisione di eleggere il Parlamento con un sistema che prevede di votare con una preferenza solo i partiti e questi decidono quali siano gli uomini che vengono eletti a rappresentarci limitando fortemente, per non dire totalmente, la possibilità di scegliere le persone che ci dovranno governare. E allora si comprende bene che la “libertà” non è un bene che si riceve solamente, ma che si deve difendere giorno dopo giorno, situazione a situazione, luogo a luogo. Il nostro vivere deve essere, pur nella tranquillità d’animo dovuta alla propria coscienza e cultura, continuamente in tensione affinché questo grande bene venga effettivamente applicato sia a nostro favore sia a beneficio degli altri e che non rimanga solo un motto come lo è, ad esempio, di una nazione a noi vicina che aggiunge alla libertà, anche la fraternità e la uguaglianza.