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Editrice Veneta » Scheda del libro

Scheda libro

Titolo: Editoriale luglio-agosto 1992
Autore: Mazzarol Sandro
Categoria: Realta' Vicentina 1992
Isbn: R 1992-07
Anno: 1992
Formato:
Pagine: 0
Prezzo: 0.00

Scheda: SINDACO, CAPOPOPOLO O PODESTA' di Sandro Mazzarol Effettivamente stiamo vivendo un momento difficile, di trapasso, da una Repubblica Costituzionale scaturita da una “resistenza” al nazifascismo a una Repubblica diversa, tendente ad divenire nel tempo Presidenziale. Mentre i nostri padri hanno lottato per la libertà e la democrazia per donarci un modo di vivere partecipativo aperto a più persone evitando il più possibile organi monocratici. A cinquant'anni dal lavoro dei “costituenti” si sta facendo marcia indietro, ovvero si stanno imboccando delle strade pericolose dove il cittadino, pur che gli sia garantito di vivere e di divertirsi, delega il “resto” della propria vita ad “altri”. Chi sono questi altri? Molti, distaccati dai reali problemi del Paese o che vivono e intraprendono scelte gravi per l'Italia basandosi unicamente sulla propria esperienza personale, senza che questa sia continuamente verificata con il tessuto sociale, creando un divario tra popolo e governanti sempre più profondo. Oggi come oggi il nuovo Parlamento ritiene prioritario, giustamente, un ammodernamento delle istituzioni seppur nel quadro istituzionale. Tra le priorità delle priorità ha scelto l'elezione diretta del Sindaco da parte dei Cittadini e fra breve varerà la legge di attuazione. Sul principio e sulla validità che il Sindaco di un Comune, qualsiasi sia la sua estensione o posizione geografica, siamo perfettamente d'accordo. Su come e in che modo verrà varata la legge, cominciamo a preoccuparsi. Se il Sindaco, eletto indirettamente dai Consiglieri Comunali, a loro volta eletti dal popolo in liste di Partiti oggi non dà più le garanzie di una piena governabilità, non per sua colpa ma per il barocchismo delle istituzioni e delle leggi ad esso collegate, dobbiamo ammettere che un fallimento della Legge Comunale e Provinciale c'è stato. Ma il nuovo Sindaco, che sarà eletto direttamente dal popolo, dovrà essere un divo che riscuote successo e consensi o un uomo preparato ed equilibrato che si confronta con i suoi simili? Oppure dovrà essere un manager in spadina e cravatta che sa tutto e decide tutto in barba alle reali necessità di una nuova società qual è quella odierna? Oppure dovrà governare direttamente la cosa pubblica al di là della volontà dei rappresentanti del popolo (gli elettori) con atti unilaterali come faceva un tempo il Podestà? Ebbene in questo clima generale di sfiducia basato sulle tangentopoli, sulla crisi economica, sulla mafia, sulle istituzioni pubbliche che non reggono più, sembra quasi che si vada a cercare un “salvatore” della Patria. Un'unica persona che sia libera di decidere e ne abbia il potere della nostra vita. Qui i dubbi si trasformano in sfiducia perché analogo sentimento e attesa vi era anche nel periodo 1920-22 che poi sfociò in una macchina efficentissima quale si è dimostrata nei primi tempi il fascismo. Risanata - allora - economia, costumi, disoccupazione, il fascismo si impossessò della cosa più importante di un uomo: la libertà. Stiamo camminando inconsciamente verso questa strada? Forse sì e forse no! Certo che le privatizzazioni affrettate, il coinvolgimento di moltissimi personaggi politici nel malcostume, un'incapacità governativa di far fronte al sistema mafioso fanno pensare che l'”uomo forte” o prima o poi avrà il sopravvento. Noi non siamo disposti a ripercorrere questo triste sentiero che porta inevitabilmente al precipizio e alla dittatura. Siamo con il grande statista inglese Churchill quando affermava: “Il peggior modo di governare è la democrazia, ma nessuno al mondo è stato capace di trovarne uno migliore”.