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Editrice Veneta » Scheda del libro

Scheda libro

Titolo: Editoriale aprile 2006
Autore: Mazzarol Sandro
Categoria: Realta' Vicentina 2006
Isbn: R 2006 04
Anno: 2006
Formato:
Pagine: 0
Prezzo: 0.00

Scheda:

TALENTI E DIFETTI. di Sandro Mazzarol

Sarà perché siamo nel periodo pasquale, sta di fatto che riprendendo in mano il Vangelo, aprendolo a caso, come è mia abitudine, mi è apparsa la parabola dei Talenti dell’Apostolo Matteo. A prescindere dal contenuto della parabola, meraviglioso anche se di non semplice interpretazione, mi è venuto il mente il significato moderno del termine talento: “Capacità intellettuale non comune associata a genialità o estro vivace”.
E di conseguenza si è scatenata in me una serie di riflessioni sul suo significato pratico.
Oggi, ed anche nel passato, si è giudicato l’individuo più per la genialità del male che ha commesso che per le sue capacità reali o potenziali. Ecco che allora si sono messi in evidenza personaggi magari truci (vedi ad esempio Hitler e Stalin) che di capacità intellettuali o morali ne avevano ben poche.
L’uomo geniale fa carriera e diventa famoso solo riesce a trovare sulla sua strada un mecenate che lo comprenda e lo lanci nella vita, altrimenti vivrebbe e morrebbe da illustre sconosciuto.
Ma non sempre la celebrità è importante per coloro che possiedono del talento. Spesso troviamo individui eccezionali che non ricoprono alcun incarico pubblico, che vivono una vita normalissima e che mettono a disposizione la propria genialità gratuitamente agli altri, come veri maestri.
E se vogliamo spingere fino in fondo il senso del “talento” possiamo dire che il Buon Dio ha donato ad ogni individuo, bianco, nero, o giallo che sia, delle ricchezze intellettuali e morali che nessun altro possiede.
L’uomo non è clonabile, almeno dal punto di vista emotivo-culturale, e pertanto è un soggetto che deve essere rispettato perché rappresenta un piccolo, ma importantissimo, settore della vita e del mondo.
La vita quindi di qualsiasi individuo e di qualsiasi ceto o nazionalità vale più di tutto!
Io sono in totale disaccordo con quei filosofi che giustificano il sacrificio di vite umane (avvenuto sempre per imposizione e non per libera scelta) per la realizzazioni di grandi opere d’arte o di poderosi monumenti. Non è giustificabile l’idea di utilizzare il sacrificio umano neppure per sperimentazioni sanitarie o scientifiche, che produrranno benefici futuri per altre vite.
Ogni essere vivente ha il diritto di essere rispettato ed il dovere di rispettare gli altri e di mettere a disposizione del mondo le proprie capacità fisiche ed intellettuali. Molti sono ancora gli stati nel mondo che non rispettano la individualità dei loro cittadini e appiattiscono a tal punto le capacità del popolo che esso sembra un esercito di schiavi messo in fila e pronto sempre ad obbedire. Se pensiamo ad esempio alla Cina, che sta diventando una potenza mondiale e che ha la crescita del PIL più elevata nel mondo, ma che basa tutto il proprio sviluppo copiando le idee e le realizzazioni degli altri stati e che ben poco lascia all’inventiva e alle capacità del proprio tessuto sociale, allora comprendiamo bene la preziosità e l’importanza di lasciare la libertà di sviluppare i singoli “talenti”.
Un altro problema che limita, in tutto il mondo cosiddetto libero e democratico, è che oggi, purtroppo, il desiderio forsennato di possedere sempre più denaro e più ricchezza ha attivato a tal punto gli speculatori per i loro guadagni spesso non equi e trasparenti, che si è dovuto, per salvaguardare la genialità di uno o più individui, creare il brevetto, il diritto d’autore, il copyright, la privacy ed altri meccanismi giuridici, con le conseguenti sanzioni penali e pecuniarie per chi non rispetta questi diritti.
Altro freno allo sviluppo dei talenti è l’esaltazione dei difetti. Mi spiego.
Si è portati con troppa disinvoltura e poca carità cristiana a trovare nel prossimo tutti i difetti immaginabili possibili, criticandoli, condannandoli e pubblicizzandoli. Raramente si riconosce la validità e la genialità di un altro fratello. Spesso un individuo per vedere riconosciuti i propri meriti deve aspettare decenni e decenni se non la morte. Alle volte debbono passare anche alcuni decenni dalla morte.
Sembra quasi che si abbia paura che uno sia più intelligente, più creativo, più vivace di noi, quando invece si dovrebbe gioire ed essere orgogliosi di conoscere o di essere amici di persone eccezionali. Se poi pensiamo che questo sentimento viene rivolto, dagli altri, anche alla nostra persona, allora...
Ecco che allora si capisce perché il Signore accusa, secondo la parabola,  il “servo maledetto” che invece di investire il talento ricevuto, per paura di essere derubato lo aveva sotterrato. Mentre Gesù esalta i servi che hanno investito con profitto i talenti ricevuti. E’ un invito a non essere ignavi e a mettere a frutto le nostre capacità ad investire in noi stessi perché individui che sanno rischiare la propria vita per il benessere di tutti.
Ecco allora che il nostro più grande difetto è quello di credere che gli altri non abbiano “talento”.