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Editrice Veneta » Scheda del libro

Scheda libro

Titolo: Editoriale settembre 2006
Autore: Mazzarol Sandro
Categoria: Realta' Vicentina 2006
Isbn: R 2006 - 09
Anno: 2006
Formato:
Pagine:
Prezzo:

Scheda:

SETTEMBRE... RIAPRONO LE SCUOLE! di Sandro Mazzarol

E’ormai consuetudine che a settembre riaprano le scuole di ogni ordine e grado. E’ un avvenimento che coinvolge praticamente tutte le famiglie italiane e che determina una ben precisa scadenza sia nel calendario annuale sia in quello della vita di un individuo.
C’è chi porta per la prima volta il proprio figlio alla Scuola Materna (ora Scuola dell’Infanzia), altri hanno i bambini che iniziano le Elementari, altri ancora iniziano le Medie e si sentono già giovanottoni per non parlare poi delle Medie Superiori e per concludere con la maturità Universitaria.
L’inizio è allo stesso tempo gioia e dramma. Gioia perché la scuola è sempre un ambiente festoso dove iniziano e si consolidano le amicizie, dove si “fanno i compagni” che non si scorderanno più durante tutta la vita. Dramma perché per alcuni la scuola segna il primo grande distacco dalla famiglia, come ad esempio accade soprattutto alla Scuola Materna e in Prima Elementare. A scuola non ci sono più la mamma o il papà che ti proteggono. Questo distacco non sempre è accolto bene e so di genitori che per molti giorni devono accompagnare a scuola i propri piccoli ed anche tenere loro compagnia per ore, prima di lasciarli soli ovvero in buona compagnia dei loro insegnanti.
Insomma la scuola è una seconda famiglia con altri tipi di parenti, spesso più buoni, ma anche, a volte, più maliziosi o più severi.
Ricordo il mio primo giorno di Scuola. Essendo nato in gennaio perdevo un anno scolastico, ma siccome sapevo scrivere e leggere già a cinque anni, la mamma e la maestra elementare decisero di farmi fare “la primetta”. E per non crearmi disparità mi facevano andare a scuola abusivamente con gli altri bambini. Questo era possibile perché la frequentai in un paesino, Corbolone in provincia di Venezia, dove il mondo ufficiale con le sue rigide regole era lontano.
Ero orgoglioso del mio grembiulino nero e soprattutto del fiocco blu che chiudeva il colletto bianco. Ero felicissimo di andare a scuola anche se non riuscivo a capire il motivo per cui mi mandavano a casa quando arrivava un’ispezione del Direttore Didattico.
Poi era meraviglioso il calamaio con l’inchiostro, la penna con i pennini che si “schincavano” spesso, i quaderni di prima per scrivere obbligatoriamente entro le righe le lettere dell’alfabeto ed i numeri. La grande lavagna, con il gesso per scrivere ed il cancellino in stoffa. Insomma per me la scuola fu una scoperta di un mondo nuovo che incentivava la mia già fervida fantasia.
Ecco che se la scuola è tutto questo, oltre che a “saper leggere e far di conto”, molto importante è il corpo insegnante.
Fondamentale nella scuola materna il rapporto quasi familiare tra insegnanti e bambini che spesso devono essere coccolati, tranquilizzati, consolati se piangono, ed anche qualche volta imboccati per mangiare.
In quella elementare il rapporto del maestro (dico maestro perché ritengo che la centralità di un unico insegnante sia fondamentale per l’educazione e la crescita dell’allievo) con lo scolaro deve essere impostato sempre alla luce dell’amore verso i bambini che non vuol dire mancanza di autorità. Ma se l’insegnante è motivato sa trasformare l’autorità in autorevolezza.
Certo i giovani vanno a scuola per imparare studiando diversi argomenti da umanistici a tecnici, ma la materia fondamentale spesso non viene insegnata: “Il saper vivere”.
Ecco che se il corpo insegnante svolge questa nobile professione per vocazione tutto va bene, ma spesso il malcontento nella scuola è dovuto perché l’insegnamento è vissuto come una professione con tanti diritti e tanti doveri.
Ricordavo da giovane, ma succede ancor oggi, che non passava anno scolastico senza che all’inizio delle attività gli insegnanti non scendessero in campo con scioperi per il rinnovo del contratto, per sanare i precari, per le graduatorie etc. Tutto giusto e democratico, ma in visibile contrasto con quello che debbono avere gli allievi.
Ricordo ancora che quando frequentavo le Scuole Medie Superiori si parlava già di riforma della Scuola ma, nonostante Berlinguer, Moratti ed altri, con le loro innovazioni tutto oggi è rimasto come allora, almeno dal punto di vista sostanziale.
La Scuola comunque funziona perché alla sete ed alla necessità di sapere degli allievi corrisponde una donazione di concetti, di storia, di nozioni, di pensieri, da parte degli insegnanti che malgrado tutto continuano nei decenni quel gravoso compito che è l’educazione scolastica dei nostri figli.
Comunque il suono della “campanella” che segna l’inizio della scuola, specialmente nel primo giorno dell’anno scolastico, è un suono che non si dimentica più e che fa provare tanta nostalgia a chi non è più uno studente.