Scheda: Per gioco Poesie sui bambini a cura di Antonio Capuzzo Le antologie poetiche ideate dal prof. Antonio Capuzzo sono sempre una scoperta: l’idea di far cimentare autori di varia estrazione e formazione in composizioni sullo stesso tema è ad un tempo intrigante e semplice, e dà luogo ad una raccolta dalle infinite sfaccettature. Quella pubblicata quest’anno, la quinta della serie, è dedicata ai bambini e ha il titolo emblematico “Per gioco” proprio perché nel gioco, spiega il curatore nell’introduzione, si trovano “l’atteggiamento, la modalità di vivere che più tipicamente contraddistinguono il bambino”. Ancora una volta dunque una quarantina di autori si sono cimentati su uno stesso argomento, ciascuno seguendo il proprio stile e la propria sensibilità. Anche se tutte le poesie sono assai apprezzabili, le nostre preferenze vanno però a “Ventinove versi d’amore”, l’allegra ballata tutta in rima di Graziella Verlato, alla surreale “Misterbaby” di Maria Grazia Martina, alle delicate composizioni dello stesso Capuzzo, di Annarosa Rigon, di Mariano Contiero... Non tutte le poesie sono giocose o divertenti, anzi alcune si richiamano a temi di drammatica attualità, come la tragedia dei bimbi soldato, il folle dramma della pedofilia, l’indicibile dolore per i piccoli strappati senza un perché alla vita. Il denominatore comune delle poesie è invece lo spirito con cui gli autori si sono messi alla prova, mettendo sempre e comunque non sé stessi e il loro sentire, ma i bambini al centro delle loro composizioni. (Recensione di Giulia Matteazzi) |