Scheda: Omaggio a Natalino Tacchetti Amatissimo maestro di tante generazioni di musicisti, si è fatto apprezzare anche come collaboratore di Realtà Vicentina di Giulia Matteazzi Il maestro Tacchetti ci ha lasciato. Si è spento alla fine dello scorso mese di settembre, dopo una breve malattia. Grandissimo insegnante di musica (si può dire, a ragione, che chiunque abbia studiato musica in città abbia avuto a che fare con lui), da qualche anno era collaboratore della nostra rivista. Un collaboratore puntuale e preciso: inviava il suo pezzo, telefonava per essere sicuro che fosse arrivato ed ogni volta concludeva con “Se può andare, naturalmente”. E naturalmente ogni volta andava benissimo. Ci mancheranno i suoi pezzi scritti con vivace competenza, ci mancherà la voce tonante delle sue telefonate, ci mancheranno i suoi saluti e i suoi auguri. In questa pagina gli rendiamo omaggio con un articolo di Mario Pavan che racconta chi fosse Natalino Tacchetti, e un accorato saluto di alcuni suoi allievi. Giulia Matteazzi
Lo abbiamo salutato in tanti nella bella e storica chiesa di Santa Maria in Foro in Piazza Biade, dedicata a San Michele arcangelo e nota a noi vicentini come la chiesa parrocchiale dei Servi. Meritava questo saluto vero, sincero, della Vicenza che conta ma soprattutto di tanti ex giovani che egli aveva avviato alla scoperta e alle meraviglie della musica. Di tutta la musica: da quella classica, religiosa a quella popolare. Sì perché il maestro Natalino Tacchetti è stato la musica a Vicenza, come hanno ben detto, con riconoscenza, coloro che si sono alternati al microfono per l’estremo saluto, dal sacerdote celebrante al nipote. Gustando davvero una messa partecipata con le splendide esecuzioni degli strumentisti e del coro, diretti con estro artistico e competenza dal maestro Giuliano Fracasso. Al di là della sua lunghissima carriera-vocazione di docente, conferenziere, fondatore appassionato per tanti giovanissimi e giovani (come allora il sottoscritto fin dal 1967) dell’AGIMUS in città, il maestro Natalino ha lasciato una traccia, anche nelle case dove ha abitato. Ad esempio, sono sicuro che quelle stanze di Contrà Riale ancora adesso sanno di note, con le loro pareti-reliquia di melodie e solfeggi, quei solfeggi che insegnava e che cantilenava ironico a scuola davanti a scolari spesso con la testa tra le nuvole. Per restare in tema di case, ebbi la fortuna di trasferirmi per un lungo periodo proprio nello stesso appartamento in Corso Antonio Fogazzaro che, insieme alla sua bella famiglia, aveva lasciato libero. Egli che era stato da sempre da noi ragazzi amato e apprezzato, spesso fermava i miei fratelli, già suoi alunni alla scuola media statale e chiedeva loro notizie del suo vecchio appartamento: “Per caso i muri delle vostre camere emanano note musicali, sentite il dolce suono del pianoforte? Ah quante volte ho suonato, con le finestre aperte, in profumi di primavera, in quella stanza di Palazzo Barbaro che si affaccia su piazzetta Carmini!” Grande e poeta, Tacchetti! E anche nell’ultima sua casa, sono sicuro, anche i muri lo ricorderanno, sempre. Anche la città, di sicuro, sarà riconoscente e molto presto, con qualche segno, a Natalino Tacchetti maestro di musica ma soprattutto uomo probo, libero, amante del bello e generoso. di Mario Pavan Addio, maestro Instancabile fino alla fine come musicista, insegnante e pedagogo, ci ha lasciato qualche giorno fa il Maestro Natalino Tacchetti. Nato il 24 dicembre 1921, ha dedicato 70 anni della sua vita alla musica. Grande pedagogista, formatore di generazioni di musicisti e di docenti, collaboratore di Arrigo Pedrollo, musicista vicentino al quale è dedicato il Conservatorio di Contrà San Domenico. In gioventù, diplomato in trombone, ha suonato anche nella banda di Stato ai tempi di Mussolini, con la quale è andato in visita ufficiale a Berlino durante il nazismo rimanendo così fra gli ultimi viventi ad aver visto Hitler di persona. Fra i musicisti vicentini di fama, si è formato anche il compositore Bepi De Marzi. Molti di noi lo ricorderanno però per la sua attività di insegnante di pianoforte, che ha svolto fino a poche settimane fa con passione, capace di suscitare l’interesse e l’amore per la musica anche fra gli allievi più piccoli, che sapeva sempre prendere dal verso giusto, magari allungando qualche caramella o cioccolatino durante le lezioni all’insaputa dei genitori come un bravo nonno... Sempre in piedi vicino all’allievo durante la lezione, paziente quando questi era stanco e pronto al richiamo se si distraeva, si preoccupava immediatamente di stemperare l’aria con l’immancabile “Ma va là, noi due siamo amici, come faccio a fare il cattivo io?” Intramezzava la lezione con curiosità e aneddoti della sua lunga vita, senza mai perdere di vista l’obiettivo della lezione. E, alla fine dell’“anno accademico”, il saggio dove l’allegra brigata degli allievi si esibiva accompagnata dai genitori, spesso ex allievi a loro volta. Dorma nella pace delle fede, maestro. I nostri figli suoi allievi continueranno la loro strada nella musica che hanno iniziato con lei. Alessandro, Mira e Beatrice Pozzato Ancora un omaggio al maestro Tacchetti di Maria Penello Il mese di dicembre dell’anno scorso è stato un mese ricco di incontri culturali e concerti. Ma quel 2010 si era concluso in modo amaro per i soci della Galassia, che dopo 23 anni di attività culturale ha dovuto chiudere i battenti per motivi economici. Ma pur lasciandoci nel cuore una grande delusione, ci ha salutato in grande stile con un concerto promosso dal maestro Natalino Tacchetti. Il maestro nell’occasione aveva presentato un giovane pianista di 14 anni, Luca Carollo, che ha suonato “Album della gioventù-ricordando Robert Schuman”, con l’intermezzo della mezzosoprano Doriana Dainese che ha cantato: “Amori e Vita di donna,” del poeta Adalberto Chiamasso, accompagnata al piano dallo stesso Tacchetti. Fu un evento emozionante. Natalino Tacchetti, nonostante la sua veneranda età, era sempre stato una colonna portante del centro culturale, come di tutto il mondo musicale vicentino. Egli ha fatto scuola e accompagnato nomi importanti, come la grande soprano Marcella Pobbe, ma soprattutto ès tato infaticable maestro di tanti bambini e ragazzi appassionati di musica. Mi sarebbe piaciuto essere tra loro. Nel 1950, a dodici anni, avevo iniziato a cantare in un piccolo coro accompagnata dal professor Bertuzzo. A otto avevo imparato a solfeggiare dal maestro Girotto: ferma dritta, in piedi, senza parlare, l’unica consolazione era che dopo il solfeggio mi dava una tazza di cioccolata. Nel coro ho imparato a conoscere i grandi compositori e i grandi maestri, l’unica maniera per scappare con la fantasia dal cortile, dalla miseria che mi soffocava. Cantavo da soprano. Cantavo da solista, era il mio grande sogno ma anche un grande impegno: effetti vocali di non facile acquisizione, ma soprattutto ci volevano soldi e soldi, e io a dodici anni ero già a lavorare come orafa dentro a una cantina. Cultura, musica per il cuore, ho cantato fino a 24 anni con il coro, poi là nel bosco, nella valle del Posina, quando mio marito nei suoi ultimi momenti di vita mi diceva: “Canta, canta per me.” Musica e musica, ricordi su di una manciata di note, privilegi di una volta per pochi. L’ultimo mio incontro con il maestro Natalino Tacchetti fu dicembre dell’anno scorso, dove gentilmente si era offerto di comporre la musica da me creata su di una mia poesia. Ora il maestro cavalcherà nelle note del cielo, melodie dolci diverse, l’accompagneranno fra i divini astri, mentre a Vicenza resterà il rimpianto di aver perso un lume di luce che dava lustro alla cultura musicale. Arrivederci maestro. |