Scheda: Ivo Lotto - di Piero Collareda
Poco prima delle festività pasquali un improvviso malore ha stroncato la vita dell'ex sindaco di Torrebelvicino, Lotto. La notizia, appresa durante la conferenza dei sindaci della nostra Unità socio-sanitaria ha destato unanime cordoglio fra i trentadue sindaci presenti.
Ivo Lotto aveva 64 anni e, fin da giovanissimo nel mondo giovanile cattolico, aveva impostato la sua esistenza al sociale, diventando un punto di riferimento sicuro per la comunità turritana e per la politica comprensoriale. Uomo di azione, di grande dinamicità e di intelligenza posta al servizio degli altri, contribuì alla ricostruzione del paese dopo il difficile periodo del secondo dopoguerra. Dal 1960 al 1962 fu consigliere con il sindaco Emilio Stella ed affiancò il sindaco Giuseppe Bisortole nel ricercaare soluzioni alla grave crisi che, a metà degli anni sessanta, attanagliò le famiglie di Torre a causa del trasferimento a Schio degli stabilimenti Lanerossi di via Casette e di Pieve.
Sono quelli gli anni del primo sviluppo artigianale del paese che, pur con qualche difficoltà urbanistica, mantenne la sua identità impedendo il totale esodo occupazionale verso la pianura.
Ivo Lotto era un lavoratore capace e instancabile, amato dalla gente, dotato di carattere generoso e schietto, a tratti irruento, che lo rese protagonista negli anni difficili dei blocchi ideologici e della contrapposizione politica fra opposti schieramenti. Eppure, sentendo le tante testimonianze di parte avversa, non chiuse mai la porta al dialogo consigliare per individuare le scelte migliori per il paese e per il comprensorio.
Certamente rischiò in proprio nello svolgimento del suo ufficio. Per le contrade della Val Leogra, con le giunte dell'epoca, contribuì al tracciamento di nuove strade, alla costruzione di acquedotti e al sostegno dell'attività agro-silvo-pastorale. In tempi incerti per l'economia, con il sindaco Bisortole, l'assessore Antonio Mondin e altri, si impegnò in prima persona per la costruzione e la gestione diretta del gasdotto per Torre e Valli, determinando gli utili di esercizio che ancora oggi sono preziosi per l'ente.
Uomo attratto dalla cultura, sostenitore convinto dell'integrazione dei servizi fra comuni, venne designato nel consiglio dell'ospedale di Schio e, nel 1975, eletto sindaco per due mandati, fu chiamato nell'amministrazione del neonato consorzio di polizia municipale. Per risolvere il grave problema della gestione
dei rifiuti sostenne la scelta dell'incineritore di Ca' Capretta, dando impulso alla tutela dell'ambiente e del territorio altovicentino. Con don Igino Santacatterina, arciprete di S. Lorenzo per trent'anni ed ora parroco a Carturo di Piazzola sul Brenta, formò una coppia vincente per lo sviluppo sociale di Torrebelvicino in quanto ad edilizia popolare, scolastica, del tempo libero e della formazione religiosa della gioventù.
Smessi i panni di sindaco, il cav. uff. Lotto si dedicava con generosità alla parrocchia e alle attività sociali della Confcommercio di Schio, associazione nella quale aveva ricoperto per quasi dieci anni il ruolo di consiglieremandamentale. |