Scheda: La nobile figura di Michele Peroni - di Giuseppe Piazza -
Michele Peroni era nato a Montecchio Maggiore nel 1918, ma era venuto a Schio nel 1964, alla Lanerossi, dove svolse la sua attività fino al 1978. E proprio alla Lanerossi conobbi Michele Peroni, subito dopo la scomparsa di Luigi Bonomo, che aveva fondato nel 1948 il gruppo "Amici della Musica", facendo conoscere alla città i più prestigiosi nomi del concertismo internazionale.
Michele Peroni si occupava, tra l'altro, del dopolavoro aziendale a cui appunto erano legati gli "Amici della Musica". Egli mi chiese di continuare la preziosa eredità del dott. Bonomo, alla cui memoria fu dedicato nel 1970 un concerto straordinario con il duo Santoliquido - Amfitheatrof. Allora ebbi modo di conoscere ed apprezzare la bontà, la signorilità e l'amabilità del comm. Peroni.
Tuttavia Michele Peroni, quando venne a Schio, aveva già vissuto esperienze di non poco rilievo: aveva partecipato alla seconda guerra mondiale nell'arma della Marina, poi era stato partigiano nel battaglione "Valdagno" ed era stato deportato al campo di concentramento di Mauthausen - Gusen (ne resta una pubblicazione di grande intensità).
Nell'immediato dopoguerra era stato direttore responsabile del Momento Vicentino, organo della Democrazia cristiana, e funzionario dell'Eni a Padova, Milano e Tunisi. Ed anche a Schio ebbe incarichi pubblici: presidente delle "Opere Pie" e dell'ospedale scledense, presidente del gruppo "E. Mattei" dei "Volontari della Libertà", nonché vicepresidente nazionale dell'"Associazione Nazionale Ex Deportati Politici". Collaborò inoltre a giornali e periodici, tra cui il numero unico di Menin (Schio); fece parte del comitato di redazione del Bollettino del Duomo di Schio, per il quale scrisse diversi articoli.
E la sua fede, che non ha mai nascosto durante la vita, ha trovato conferma nel testamento spirituale, datato 26 settembre 1987 e letto integralmente alla messa di esequie. |